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Cosa è il We Make Future

Dal Festival del Web Marketing di Roma agli spazi espositivi della Fiera di Bologna. Nascita, ascesa e criticità dell’evento di cultura tech più grande d’Italia.

La storia del We Make Future, in breve

  • 2007: primo evento formativo su SEO e promozione territoriale a Pizzo (VV), organizzato da Cosmano Lombardo e Giorgio Taverniti.
  • 2008-2012: Lombardo e Taverniti realizzano una serie di eventi itineranti di consulenza e formazione, detti GT Study Days.
  • 2013: viene organizzato a Roma il WebReevolution, prima edizione di quello che oggi è conosciuto come We Make Future, da parte di GT Idea (che diventerà poi Search On Media Group), e GT Master Club ( community del blog di Giorgio Taverniti).
  • 2014: la seconda edizione di WebReevolution prende il nome di Festival del Web Marketing.
  • 2015: il Festival del Web Marketing si trasferisce al Palacongressi di Rimini, prende il nome di Web Marketing Festival, si svolge in due giornate.
  • 2016-2018: crescita e consolidamento del format Web Marketing Festival, dove elementi formativi convivono con spazi di intrattenimento e tematiche sociali.
  • 2019: il Web Marketing Festival si trasferisce dal Palacongressi alla Fiera di Rimini.
  • 2020: per rispettare le restrizioni della pandemia, vengono organizzate due edizioni ibride (in presenza e online), una a giugno e una a novembre.
  • 2021-2023: il nome del festival diventa “We Make Future”, e viene redatto un manifesto tramite cui si dichiara che il festival si impegna a diffondere la cultura dell’innovazione e l’imprenditorialità sociale.
  • 2024: il festival si trasferisce dalla Fiera di Rimini alla Fiera di Bologna per potenziare la sua espansione internazionale, sfruttando la connettività e le infrastrutture del capoluogo emiliano.

Tra il 13 e il 15 giugno 2024 si è tenuta a Bologna la 12° edizione del We Make Future, fiera dedicata all’innovazione tecnologica e digitale che unisce spazi di formazione e network in ambito B2B con eventi e spettacoli di intrattenimento.

Ad oggi, il We Make Future è considerato l’evento di cultura tech più grande d’Italia e uno dei più grandi in Europa per numero di spettatori, eventi on stage, speaker, brand e startup partecipanti.

Dalla prima edizione, che si è tenuta a Roma nel 2013 sotto il nome di “WebReevolution”, all’edizione attuale, la fiera è cresciuta e cambiata notevolmente, passando dall’essere punto d’incontro per gli addetti ai lavori nel settore del digital marketing, a fiera capace di inglobare tematiche polivalenti, ponendosi, nelle intenzioni degli organizzatori, come acceleratore di cultura, formazione e innovazione attraverso il digitale. 

Sotto un certo aspetto, il We Make Future rappresenta oggi ciò che nei primi anni ‘00 ha rappresentato lo SMAU. 

Secondo diversi operatori del settore però, questa formula ibrida, a cavallo tra la divulgazione pop e l’evento settoriale, lo ha reso un evento senza un’identità precisa, dove ai fornitori di servizi di marketing si affiancano spazi dedicati al turismo, ai videogiochi o allo sport; e agli speech dei professionisti del settore, si alternano concerti e interventi di presentatori televisivi, giornalisti, politici e VIP, diluendo così il target di riferimento dell’evento.

Per capire dunque come il We Make Future sia diventato una kermesse omnicomprensiva, che usa il digitale e il tema del futuro come collante di una comunicazione capace di smuovere la FOMO, abbiamo provato a ricostruire la storia dell’evento, iniziata nel 2007 a Pizzo Calabro, paesino in provincia di Vibo Valentia in cui sono nati i due fondatori e animatori della fiera: Cosmano Lombardo e Giorgio Taverniti.

 

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Chi sono Cosmano Lombardo e Giorgio Taverniti

Cosmano Lombardo e Giorgio Taverniti sono tra i fondatori di Search On Media Group, azienda di consulenza e formazione per il settore digitale che, tra le altre cose, organizza il WMF.

I due sono originari di Pizzo, comune italiano della provincia di Vibo Valentia. Lombardo proviene da un percorso lavorativo e professionale legato alla cooperazione internazionale e alla formazione. Taverniti invece è stato il fondatore di Forum GT, uno dei primi e più seguiti blog dedicati al mondo SEO in Italia, e si occupa oggi di attività di formazione e divulgazione in ambito SEO e Digital Marketing.

Cosmano, dopo un’esperienza presso la FAO in Argentina, torna in Italia e coinvolge Taverniti in un progetto che prevede di utilizzare il digitale come volano promozionale per le PMI. I due quindi, nel 2007, organizzarono a Pizzo Calabro un evento “per spiegare ai piccoli imprenditori come sfruttare la SEO per la promozione turistica e la promozione del territorio”.

L’iniziativa non ebbe grosso successo, ma diede ai due lo slancio per realizzare una serie di eventi itineranti di consulenza e formazione, da svolgere in diverse città italiane. Questi eventi, che verranno chiamati GT Study Days, si appoggiavano alla community del forum di Taverniti e confluivano nel Convegno GT, un evento annuale divenuto punto di riferimento per la comunità SEO e web marketing in Italia. (Evento ancora oggi attivo e conosciuto, dal 2015, col nome di SMConnect).

 

Da WebReevolution a Festival del Web Marketing (2013-2014)

Nel 2013, dall’esperienza di quelli che erano i GT Study Days, viene organizzato il “WebReevolution”, detto anche Festival del Web Marketing. L’evento si è tenuto a Roma il 28 luglio, presso l’SGM Conference Center, è stato organizzato da GT Idea, la società che diventerà poi Search On Media Group, e curato dal GT Master Club, la community del blog di Taverniti. Parteciparono oltre 700 ospiti, con 30 sessioni formative e relatori di spicco del settore, come Riccardo Scandellari.

Il WebReevolution è stata la prima edizione di quello che oggi è conosciuto come il We Make Future, e già da allora si notava la volontà degli organizzatori di non chiudere l’evento alla sola comunità di addetti ai lavori: fu scelta come madrina la pallavolista Manuela Leggeri, e come gruppo musicale i Marvanza Reggae Sound.

La seconda edizione, 2014, si tenne sempre a Roma, all’Hotel Melià Aurelia Antica. Tra i media partner c’erano Radio 105, Virgin Radio e La Stampa. Il nome “WebReevolution” venne dismesso in favore di un più didascalico “Festival del Web Marketing”, dando risalto alla volontà di creare una manifestazione multidisciplinare, aperta a tutti, con al centro tematiche digitali​.

 

Il Web Marketing Festival a Rimini (2015)

Nel 2015, il Festival del Web Marketing segna un significativo cambio di rotta trasferendosi, per la terza edizione, dal cuore di Roma al più spazioso Palacongressi di Rimini, ribattezzandosiWeb Marketing Festival”, per sottolinearne la crescente dimensione internazionale. 

Questa nuova sede permette di ampliare l’evento a due giornate, durante le quali si tengono focus group tematici, presentazioni di case study, dibattiti, conferenze e workshop che abbracciano tematiche al di là del web marketing, come fashion, food, editoria e turismo. 

Viene anche allestita un’area fieristica, estesa su 38 mila metri quadri, che ospita aziende leader nel settore dei servizi digitali.

L’edizione in sé è stata un successo, con oltre 2500 presenze registrate che hanno permesso agli organizzatori di auto-definirsi “l’evento sul Web Marketing più completo d’Europa”.

Non sono però mancate le criticità. Come fa notare la blogger Arianna Rossi, alcuni interventi sono stati percepiti come promozionali, con presentazioni focalizzate sui prodotti aziendali e non sui contenuti formativi, giudicati questi basici o strutturati su case study di grandi aziende con budget elevati, poco utili per partecipanti che lavorano ogni giorno con piccole e medie imprese e con budget ridotti.​​

 

Crescita e consolidamento del format (2016-2019)

Dal 2016 al 2019, il Web Marketing Festival collauda la sua formula di evento trasversale, dove elementi formativi convivono con spazi di intrattenimento e tematiche sociali. Il presupposto, nelle parole di Cosmano, è: “apriamoci a tutti, ascoltiamo le loro idee e capiamo cosa ne viene fuori.”

Nel 2016 il festival attira oltre 4.000 partecipanti, 160 relatori, 80 aziende espositrici e 200 start-up. Viene organizzato un rock contest con Virgin Radio e allestita un’area dedicata alle famiglie e ai bambini.

L’edizione del 2017 registra un ulteriore incremento di presenze, con 6.000 partecipanti, 260 relatori, 300 startup e 200 espositori.

Nel 2018 l’evento raggiunge nuovi record: 3 giorni di evento (non più 2), 18.000 presenze, 400 speaker internazionali, 300 sponsor. Vengono introdotte nuove aree dedicate ai trend in ascesa: realtà aumentata e virtuale, digitale e sostenibilità ambientale, intelligenza artificiale, big data. La conduzione passa ad ospiti di eccezione, come Elio (di Elio e le Storie Tese, già ospite delle precedenti edizioni) e Cristina Chiabotto. Vengono coinvolte le istituzioni, con la partecipazione dell’allora Team per la Trasformazione Digitale del Governo Italiano (dedicato alla digitalizzazione della P.A.) e della Polizia di Stato per un panel dal titolo “Digitale e Lotta alle mafie”.

Nel 2019, in una continua crescita di ospiti e attività, il Web Marketing Festival si trasferisce dal Palacongressi alla Fiera di Rimini. Con oltre 21.000 presenze registrate in tre giorni, l’apertura del festival da parte di un ospite d’eccezione come Roberto Saviano, la presenza di personaggi, in quegli anni, di ampia visibilità, come l’ex sindaco di Riace Domenico Lucano e la presentatrice Diletta Leotta, e la partecipazione di rappresentanti sia di istituzioni che di brand internazionali, confermano il WMF come uno degli eventi più seguiti e attesi, tra quelli dedicati all’innovazione digitale e sociale in Europa.

 

Il We Make Future (2020-2023)

Durante la pandemia di COVID-19, il festival si è tenuto in forma ibrida, combinando eventi sia in presenza che online per rispettare le restrizioni. Nel 2020, sono state organizzate due edizioni: una a giugno e una a novembre, al fine di massimizzare la partecipazione e approfondire temi emergenti come la resilienza, la sostenibilità e l’espansione del digitale nella vita quotidiana.

Nel 2021, il nome del festival è stato cambiato in “We Make Future” per riflettere meglio la sua missione di essere un acceleratore di cultura, formazione e innovazione attraverso il digitale. L’obiettivo è quello di esplorare e costruire il futuro attraverso l’innovazione, soprattutto in una società profondamente trasformata dalla pandemia. 

Col cambio di naming viene anche lanciato un manifesto, tramite cui si dichiara che il festival si impegna a diffondere la cultura dell’innovazione e l’imprenditorialità sociale, ponendosi come acceleratore di formazione e occupazione.

 

Il trasferimento a Bologna (2024)

Nel 2024, il festival si è trasferito dalla Fiera di Rimini alla Fiera di Bologna per potenziare la sua espansione internazionale, sfruttando la connettività e le infrastrutture della nuova sede. Questa decisione ha ricevuto un’accoglienza positiva dalle istituzioni locali, ma è stata meno gradita dagli ospiti e dai partecipanti.

Benché il capoluogo emiliano sia un polo attrezzato e facilmente raggiungibile da ogni parte d’Italia in auto, treno o aereo, i partecipanti hanno trovato lo spazio della fiera eccessivamente ampio rispetto alla dimensione attuale del festival e troppo periferico per usufruire della città come luogo di networking e socializzazione dopo gli eventi in fiera, come invece avveniva sul lungomare della città romagnola.

 

Alcune considerazioni finali

Abbiamo visto come il We Make Future, nelle sue 12 edizioni, si sia evoluto da evento verticale focalizzato sulla formazione nel web marketing a evento orizzontale che utilizza tematiche quali formazione, cultura e innovazione, come strumenti che possono avere un impatto positivo sulla società, come si legge nel manifesto, e su cui costruire contenuti divulgativi per un pubblico variegato.

Nonostante l’ambizione lodevole, il passaggio da un evento verticale a uno orizzontale comporta vantaggi e svantaggi. 

Tra i vantaggi, c’è sicuramente la capacità di attirare un pubblico più vasto e diversificato, sensibilizzandolo su temi sociali come la sostenibilità, l’inclusione, la digitalizzazione e la difesa dei diritti. Questo approccio amplifica l’impatto culturale e sociale dell’evento, rendendolo un potente megafono per questioni di rilevanza futura e attrattivo per una vasta gamma di partecipanti.

Tuttavia, tra gli svantaggi c’è la perdita del pubblico specializzato che apprezzava l’approccio verticale, con contenuti mirati e specifici per il proprio settore. Oggi, questo pubblico si trova a condividere lo spazio con tematiche di valore scoaile ma meno utili per la loro crescita professionale.

Search On Media, l’organizzatore dell’evento, ha mitigato questa perdita di verticalità organizzando eventi annuali dedicati alla formazione, come il Search Marketing Connect, il Social Media Strategies, l’Advanced SEO Tool e la Settimana della Formazione Digitale.

Un altro svantaggio potrebbe essere legato alla quantitativa dell’evento, che rischia di diventare così vasto, diversificato e ricco di contenuti da rendere complesso per i partecipanti orientarsi all’interno di un fitto calendario e trarne quindi un valore aggiunto tangibile.

 

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