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Ecommerce Italia 2024. I risultati della XVIII indagine realizzata da Casaleggio Associati

I risultati dell’annuale rapporto realizzato da Casaleggio Associati che monitora lo stato dell’eCommerce italiano con uno studio su oltre 6 mila eCommerce attivi in Italia.

Gli eCommerce italiani in 10 punti:

  1. Su 27 Paesi europei, l’Italia è al 26° posto per percentuale di aziende che vendono online.
  2. Il 46% vende solo in Italia, solo il 7% ha una presenza internazionale solida.
  3. Il 38% dichiara di utilizzare almeno anche un marketplace (principalmente Amazon).
  4. Il 31% non ha ancora adottato strumenti di intelligenza artificiale.
  5. Il 46% degli utenti dichiara che comprare online li aiuta nella scelta di prodotti sostenibili, ma solo il 9% delle aziende valuta attivamente il feedback dei propri clienti su questi temi.
  6. Il costo medio di acquisizione clienti tramite digial marketing è di 27€, ma solo il 34% delle aziende si dice soddisfatta dei risultati in termini di costi/risultati.
  7. Solo il 31% dichiara di trovare i social media canali profittevoli per la vendita.
  8. Nel 2023 il costo medio delle spedizioni è salito a 11€.
  9. La carta di credito è il metodo di pagamento più diffuso, mentre il pay-now-by-later è diffuso solo nel 5% degli eCommerce analizzati.
  10. Il 18% delle aziende eCommerce impiega da 7 a 20 dipendenti.

Lo scorso 10 aprile si è tenuta la XVIII edizione di Ecommerce Italia, evento durante il quale viene presentato l’annuale rapporto realizzato da Casaleggio Associati.

Questo studio analizza lo stato dell’eCommerce italiano attraverso diverse tematiche, monitorando i trend di mercato, le innovazioni strategiche, i modelli di business, le tecnologie applicate, il marketing, il customer care, la logistica e i sistemi di pagamento.

L’edizione 2024 del report, intitolata “AI-Commerce: le frontiere dell’Ecommerce con l’Intelligenza Artificiale”, esplora le strategie delle aziende italiane di eCommerce in risposta a diverse sfide, tra le quali ad esempio intelligenza artificiale e sostenibilità.

Ecco alcuni dei principali punti emersi dal report che abbiamo trovato interessanti.

 

 

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Intelligenza artificiale ed eCommerce

In Italia, il 31% delle aziende di eCommerce non ha ancora adottato strumenti di intelligenza artificiale.

Tra le aziende che invece hanno iniziato a implementarla, il 54% prevede che questa tecnologia avrà un impatto significativo sui loro modelli di business nei prossimi tre anni, mentre il 32% si aspetta di vedere cambiamenti tangibili già entro la fine del 2024.

L’utilizzo per ora si distribuisce come segue:

  • Creazione di contenuti e immagini: 24%
  • Analisi dei dati e previsioni: 16%
  • Automazione delle attività di marketing: 14%
  • Personalizzazione del percorso cliente e gestione del servizio clienti: 13%
  • Supporto per lo sviluppo di nuovi prodotti: 9%

Questo trend è in linea con il contesto internazionale, dove  le tecnologie AI vengono usate principalmente per migliorare l’esperienza d’acquisto degli utenti, potenziando gli strumenti di raccomandazione, gli assistenti virtuali allo shopping e implementando modelli virtuali per la presentazione dei prodotti.

I brand con maggiore disponibilità economica, stanno sperimentando l’utilizzo dell’AI anche per migliorare l’ottimizzazione dei magazzini e la riduzione delle frodi in fase di pagamento. Questo impiego strategico risponde a esigenze immediate e pone le basi per un futuro in cui l’AI sarà ancora più centrale nella gestione aziendale.

 

Sostenibilità

La sostenibilità è un elemento centrale nelle politiche commerciali di un eCommerce.

Nel triennio 2021-2023, a livello globale, si è registrato un aumento generalizzato di ricerche contenenti termini come “riciclabile”, “sostenibile”, “biologico”. E Vinted, uno dei più noti marketplace di prodotti usati, ha registrato una crescita del traffico sulla sua app del +12%.

Diversi player internazionali stanno rispondendo a queste esigenze con politiche mirate.

Ad esempio:

  • Amazon e Zalando stanno finanziando iniziative per minimizzare le emissioni di carbonio, adottando soluzioni basate sull’energia green.
  • Ebay, Zara e Decatlhon puntano sull’economia circolare, offrendo ai consumatori la possibilità di rivendere i propri prodotti usati o ricondizionati tramite piattaforme online o nei negozi fisici.
  • Saltair, brand di skincare statunitense, incoraggia i clienti a riutilizzare i contenitori dei prodotti attraverso il riempimento, evitando di acquistare un nuovo packaging.

In Italia il 46% degli utenti di eCommerce dichiara che comprare online li aiuta nella scelta di prodotti sostenibili. Una percentuale che supera la media europea del 37%.

Le aziende italiane stanno rispondendo a questa tendenza attraverso varie iniziative:

  • Il 17% si concentra sul riciclo e sulla riduzione dei materiali di imballaggio, selezionando opzioni più sostenibili.
  • Il 13% sta riducendo le emissioni di CO2 lungo tutta la filiera.
  • Il 10% ha ottenuto certificazioni che attestano il proprio impegno per la sostenibilità..

Nonostante ciò, restano ampi margini di miglioramento:

  • Il 15% delle aziende di eCommerce italiane non segue alcuna strategia sostenibile.
  • Solo il 9% valuta attivamente il feedback dei propri clienti sulla sostenibilità.
  • Il 7% adotta mezzi di trasporto sostenibili o riporta dati sulla sostenibilità nei bilanci aziendali.
  • Appena il 4% alimenta i propri server con energia verde.
  • E infine, soltanto il 2% sfrutta la sostenibilità per migliorare la propria posizione finanziaria.

 

Marketing online: motori di ricerca e social media

Per gli adulti dai 34 ai 64 anni, i motori di ricerca sono il mezzo principale per scoprire nuovi brand e prodotti. Attualmente, il costo medio per acquisire un cliente tramite questi canali è di 27 €, anche se questo valore varia a seconda del settore merceologico.

Le attività di digital marketing più utilizzate in questi canali sono SEM e SEO, che assorbono oltre la metà degli investimenti totali del settore.

Tuttavia, solo il 34% delle aziende è soddisfatta dei risultati in termini di costi/risultati. Il 13% non è soddisfatto, mentre il 53% dichiara di trovarsi alla continua ricerca di strategia per migliorar il rapporto costi/risultati.

I social media rappresentano invece il principale canale di scoperta di brand e prodotti per i giovani tra i 16 e i 34 anni.

L’evoluzione continua dei canali social rappresenta una sfida significativa per le aziende, che devono bilanciare la necessità di attrarre nuovi clienti e mantenere relazioni solide con quelli esistenti. I  social più utilizzati sono quelli dell’ecosistema Meta:

  • Instagram: 38%
  • Facebook 29%
  • Whatsapp 24%.

A seguire:

  • Linkedin 19%
  • TikTok 17%

La percezione della loro efficacia in termini di ROI (ritorno sull’investimento) rimane altalenante. Solo il 31% delle aziende dichiara di trovare questi canali profittevoli per la vendita, mentre per il 23% i costi/benefici sono insoddisfacenti.

Per questo motivo, in termini di investimenti per il 2024:

  • Il 37% ha in programma di incrementare gli investimenti in social ADV.
  • Il 43% manterrà lo stesso investimento del 2023.
  • Il 9% ridurrà l’investimento.
  • il 10% non prevede di investire.

In Europa stenta a decollare il social commerce, o social shopping, il cui mercato per ora resta rilevante solo in Germania, dove l’impatto sulle vendite è  del 5% (in Cina, per fare una proporzione, è del 46%).

 

Mercati di vendita

Il 46% degli eCommerce italiani vende esclusivamente in Italia, e solo il 7% ha una presenza internazionale solida, principalmente nel settore moda e salute e bellezza. Tuttavia, la spinta verso l’internazionalizzazione è in crescita. Se nel 2022 i siti multilingua erano circa il 22%, nel 2023 la percentuale è salita al 33%. A questo 33% si aggiunge poi un ulteriore 7% di aziende che dichiara di riuscire a vendere all’estero tramite i marketplace.

I Paesi dove si spedisce di più sono quelli europei:

  • Germania: 25%
  • Francia: 24%
  • Spagna: 15%
  • Svizzera e Paesi Bassi: 14%
  • Portogallo: 13%

I marketplace restano un valido strumento di vendita per molte aziende italiane, sia a livello nazionale che estero.

Il 38% degli esercenti italiani dichiara di utilizzare almeno un marketplace per vendere i propri prodotti, mentre solo il 21% è attivo su oltre 4 piattaforme.

Tra i marketplace più utilizzati:

  • Amazon: 24%, leader in Italia.
  • eBay: 9%
  • Leroy Merlin e ManoMano: 5%
  • Facebook: 4%

 

Spedizione, pagamenti e organizzazione

Nel 2023, il costo medio delle spedizioni è aumentato. Dagli 8€ del 2021 si è arrivati agli attuali 11€.

Sul fronte dei pagamenti, la carta di credito rimane il metodo di pagamento più proposto tra le opzioni di pagamento: scelto dal 42% degli eCommerce. Seguono:

  • Digial wallet (paypal): 34%
  • Bonifici e pagamenti alla consegna: 8%
  • Soluzioni di rateizzazione (Klarna, Scalapay): 5%

Il 18% delle aziende eCommerce impiega da 7 a 20 dipendenti. Una crescita di 6 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Questo aumento di personale riflette un investimento crescente in competenze specializzate per gestire complessità operative maggiori, dalla logistica al servizio clienti, fino al marketing digitale.

La maggior parte delle aziende eCommerce resta comunque composta da team di 2 o massimo 6 persone.

 

Altre curiosità

Nel 2023 l’inflazione ha pesato poco più del 6% sul fatturato stimato dell’eCommerce italiano, che ha toccato quota 80,5 miliardi di euro, crescendo del 27,14% rispetto al 2022.

Nonostante questo: tra i 27 Paesi europei, l’Italia è al 26° posto per percentuale di aziende che vendono online. Solo il 19,1% delle imprese italiane è attiva sul web.

Amazon mantiene una posizione di predominio nel mercato dell’eCommerce USA, dove ha raggiunto una quota di mercato del 37,6% nel 2023, seguito a distanza da Walmart, con una quota del 6,4%.

La aziende cinesi dominano il mercato dell’eCommerce mondiale, gestendo quasi metà del volume globale di vendite, con un valore stimato di 3,5 trilioni di dollari nel 2024.

Il mercato B2C dell’eCommerce europeo ha raggiunto i 628 miliardi di euro nel 2023, registrando una crescita annuale del 10%.

 

Nota metodologica

Lo studio è stato fatto principalmente attraverso ricerche di mercato, survey online e interviste di approfondimento con alcuni dei principali operatori del mercato.

Le aziende prese in esame sono italiane o filiali italiane di gruppi multinazionali, per un totale di 6.693 siti di eCommerce operanti in Italia.

 

 

 

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