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Comunicare bene senza essere invadenti. Email marketing per eCommerce

Scopri come progettare campagne email che aumentano vendite e fedeltà senza finire nello spam: frequenza, contenuto e tono di voce per garantire utilità e valore a chi le riceve.

  • L’email marketing è un canale di comunicazione con cui si possono aumentare i tassi di conversione, il numero di acquisti di un cliente e il valore medio del carrello.
  • Per evitare di essere ignorati o di finire nello spam, è fondamentale inviare messaggi mirati e rilevanti, segmentando la nostra mailing list in gruppi che condividono un minimo comun denominatore.
  • Definiti i nostri i gruppi, andiamo a creare i contenuti che rispondono alle loro esigenze, ricordandosi che ogni contenuto ha un obiettivo e ogni obiettivo ha il suo pubblico.
  • Per rendere efficiente il processo, dobbiamo automatizzare l’invio delle mail, attraverso l’identificazione di trigger e azioni che rispondono al comportamento e allo stato dei nostri clienti.
  • Il processo di automazione si affina col tempo, monitorando le metriche che ci fornisce il nostro software di email marketing e la nostra piattaforma ecommerce, nonché l’andamento delle vendite dello store.
  • Per approfondire l’argomento: una newsletter, un libro e un corso utili a sviluppare le competenze di email marketing nel 2025.
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L’email marketing è un canale di comunicazione prezioso per un eCommerce. Un flusso di email ben gestito può far crescere:

  • I tassi di conversione dell’eCommerce.
  • Il numero di acquisti fatti da un singolo cliente.
  • Il valore medio del carrello.

Ma come ogni digital marketing specialist sa, la possibilità di essere ignorati o, peggio, di finire nello spam perché percepiti come invadenti è sempre dietro l’angolo.

Secondo alcuni studi condotti da due dei principali SaaS nel settore, nelle quattro settimane che precedono il Black Friday le campagne inviate tramite Mailchimp hanno generato un +20% di ricavi senza aumentare il volume degli invii, mentre il flusso di carrello abbandonato gestito con Klaviyo ha prodotto in media 3,65 € di revenue per ogni destinatario. Numeri che spiegano perché l’email marketing è il canale con il più alto ritorno sull’investimento.

Eppure, proprio la rincorsa alla performance può portare a un errore comune: esagerare con la frequenza, perdendo fiducia, attenzioni e vendite.

Comunicare bene senza essere invadenti è quindi il principio attorno a cui va costruita una strategia efficace. Ma come si può rispettare questo equilibrio? Come calibrare frequenza, contenuti e tono di voce affinché ogni email sia percepita come utile e rilevante?

Proviamo a scoprirlo insieme. Vedremo:

  • come creare gruppi di pubblico in base a interessi, comportamenti o stati
  • come classificare i contenuti in base agli obiettivi
  • come abbinare ogni contenuto al giusto segmento
  • come automatizzare il processo di invio

E infine, una checklist anti-spam aggiornata al 2025 per mantenere alta la deliverability senza rinunciare alle performance.

 

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Segmentare con criterio

Inviare mail senza avere idea di chi andrà a leggerle è un po’ come scoccare una freccia al buio sperando di centrare l’obiettivo. Possiamo avere fortuna, ma nella maggior parte dei casi saremo percepiti come i volantini che riceviamo nella cassetta della posta.

Per evitare questo rischio, dobbiamo far sì che la nostra comunicazione sia sempre costruita attorno a bisogni e necessità di chi la riceve.

Attraverso i dati forniti dal nostro eCommerce possiamo costruire una comunicazione personalizzata e su misura per il cliente. Per farlo, dobbiamo prima di tutto segmentare il nostro pubblico, cioè dividerlo in sottogruppi che condividono un interesse, un comportamento, uno stato, e attorno a ciò costruire la comunicazione che li riguarda.

Per trovare il minimo comun denominatore possiamo usare i dati che ricaviamo dalle seguenti fonti:

  • Piattaforma eCommerce: fornisce dati sulle abitudini di acquisto dei nostri clienti.
  • Piattaforma di email marketing: fornisce dati sulle attività dei nostri contatti
  • Strumenti di analisi dati, come Google Analytics (oggi GA4) o insight social: forniscono informazioni demografiche o sulle abitudini di navigazione dei nostri iscritti.

Ecco alcuni esempi di dati che possiamo utilizzare per aggregare i nostri iscritti in gruppo omogenei:

  • Demografici: età, genere, localizzazione, occupazione, interessi, titolo di studio.
  • Comportamentali: storico degli acquisti, interesse per prodotti o servizi specifici, cliente attivo, cliente inattivo.
  • Conoscenza: interesse verso determinati argomenti (ad esempio lettori assidui del blog collegato allo store).
  • Attività: prodotti o servizi visualizzati, categorie cercate più spesso.
  • Conversione: iscritti che hanno effettuato un acquisto nell’ultimo mese/settimana/giorno, iscritti che hanno scaricato un contenuto, iscritti che non acquistano da un anno/sei mesi/un mese.
  • Coinvolgimento: utenti che aprono o ignorano le mail, o che si sono disiscritti dalla newsletter.
  • Anniversario: iscritti che hanno maturato un anniversario di iscrizione, acquisto, o altro.

I dati che possiamo osservare sono tanti, e possono variare dal tipo d attività o dai nostri obiettivi. Tuttavia, se stiamo iniziando, teniamo a mente questi consigli:

  • Manteniamo la segmentazione semplice: 2 o 3 gruppi chiave per iniziare vanno bene.
  • Monitoria regolarmente: le esigenze e i comportamenti dei clienti cambiano nel tempo.
  • Ottieni feedback: per capire se qualcosa non sta funzionando.

Anche se in questa fase può essere superfluo ribadirlo, è obbligatorio avere il consenso, da parte degli iscritti, all’utilizzo dei dati per l’invio di comunicazioni promozionali.

 

Dare un obiettivo a ogni email

Definiti i nostri gruppi di pubblico, possiamo iniziare creare i relativi contenuti delle mail che andremo a inviare. Per prima cosa dunque, definiamo l’obiettivo che dobbiamo raggiungere, e poi associamo ad esso il gruppo che risponde a quella necessità.

Come detto, ogni contenuto ha un obiettivo, che può essere classificato così:

  • Commerciale: riguarda offerte, promozioni e novità dello store.
  • Informativo: riguarda guide, consigli, recensioni, segnalazioni relative a prodotti e servizi.
  • Di servizio: riguarda la segnalazione di avvenuto ordine, spedizione e consegna.
  • Di lifecycle: riguarda le attività dell’utente nello store.

Come ogni contenuto ha un obiettivo, ogni obiettivo ha il suo pubblico, che possiamo associare così:

  • Chi acquista (di servizio e commerciali): a questo segmento inviamo un’email di ringraziamento e conferma d’acquisto, seguita, dopo un certo periodo di tempo (qualche giorno), da una mail che invita a lasciare una recensione o un commento. Seguiranno poi offerte di prodotti correlati o cross-selling da mandare a cadenza bisettimanale o mensile.
  • Chi non acquista (lifecycle): a questo segmento, dopo qualche giorno, mandiamo una mail che invita a concludere l’acquisto, o a motivare l’abbandono del carrello, per capire se ha riscontrato problemi o semplicemente ha cambiato idea. Se non acquista, possiamo insistere proponendo sconti per invogliare all’acquisto.
  • Chi si iscrive alla newsletter (di servizio, informative e commerciali): a questo segmento mandiamo una mail di ringraziamento, a cui faranno seguito una serie di mail a cadenza settimanale o mensile sulle promozioni dell’eCommerce o informative sul nostro brand.

Questa è una segmentazione basica, che va bene per iniziare a gestire il flusso di contatti del nostro eCommerce. Man mano che riceviamo feedback o cresce la nostra mailing list, possiamo creare ulteriori segmentazioni, ad esempio:

  • Chi non apre le mail (lifecycle): pianifichiamo una mail di follow-up, in cui chiediamo feedback, offriamo sconti, creiamo messaggi personalizzati sulla base degli acquisti fatti, insomma, tutto ciò che può invogliarli a non ignorare le mail.
  • Pubblico che si disiscrive dalla newsletter (di servizio): mandiamo una mail di saluto, invitando a lasciare un feedback riguardo la scelta di abbandono, così che si possa capire perché hanno scelto di disiscriversi.

 

Automatizzare senza perdere il tocco umano

La gestione e l’invio delle email non deve essere fatta manualmente, ma attraverso la creazione di flussi automatici di invio, che si attivano con dei trigger (evento o comportamento) impostati da noi.

L’automazione è, di base, la programmazione di una serie di email che vengono inviate automaticamente a un contatto in base al suo comportamento o al suo stato. Questo ci permette di risparmiare tempo e rendere scalabile il flusso di email senza doverlo seguire manualmente.

Tutti i software di email marketing permettono di attivare flussi di automazione.

Ecco alcuni esempi di automazioni, con relativi trigger e azioni, che possiamo utilizzare nel nostro eCommerce:

  1. Flusso di benvenuto:
    • Trigger: iscrizione alla newsletter o creazione di un nuovo account sullo store.
    • Azione: email di benvenuto che ringrazia per l’iscrizione e presenta l’azienda o il brand.
  2. Flusso di acquisto:
    • Trigger: completamento di un acquisto sullo store.
    • Azione: email di ringraziamento con i dettagli dell’ordine e la conferma dell’acquisto.
  3. Flusso di carrello abbandonato:
    • Trigger: un cliente aggiunge prodotti al carrello ma non completa l’acquisto entro un certo periodo.
    • Azione: invio di un promemoria; invio di un secondo promemoria con incentivo all’acquisto; terzo promemoria con offerta e così via.
  4. Flusso di Follow-Up:
    • Trigger: passato un certo periodo dall’ultimo acquisto.
    • Azione: email per chiedere feedback o recensione sul prodotto e suggerire prodotti correlati.
  5. Flusso di rinnovo o riordino:
    • Trigger: passato un certo periodo dall’acquisto di prodotti consumabili o con scadenza.
    • Azione: invio di un promemoria per rinnovare l’ordine o suggerire un riordino.
  6. Flussi di anniversario:
    • Trigger: anniversario della data di iscrizione del cliente o di acquisto prodotto.
    • Azione: email di ringraziamento con eventuali sconti o offerte personalizzate.
  7. Flusso di offerta o lancio nuovo prodotto:
    • Trigger: lancio di una promozione o di nuovi prodotti/brand/servizi.
    • Azione: email informativa sulle offerte speciali e sui nuovi prodotti a catalogo.
  8. Flusso di festività:
    • Trigger: avvicinamento di periodi di festività (natale, pasqua, estate, black friday).
    • Azione: email informativa sulle novità o promozioni legate al periodo.
  9. Flusso di ricompensa e fedeltà:
    • Trigger: dopo un certo numero di acquisti o una certa spesa totale raggiunta.
    • Azione: email di ringraziamento, con sconti speciali o punti fedeltà.
  10. Flusso di riattivazione:
    • Trigger: inattività prolungata da parte di un cliente (non ha effettuato acquisti o aperto email per un certo periodo).
    • Azione: email con richiesta feedback o promozioni per riconquistare l’attenzione del cliente.

Per essere sicuro che tutto stia funzionando correttamente, dobbiamo sempre monitorare i risultati, tenendo conto di diversi aspetti, tra cui:

    • Metriche chiave: sono il tasso di apertura, i clic interni e il tasso di cancellazione dalla newsletter. Questi fattori ci diranno quanto sono utili le email che mandiamo.
    • Feedback dei clienti: ogni tanto chiediamo o domandiamo feedback e recensioni, per avere informazioni su come i clienti percepiscono e interagiscono con le email.
    • Analisi delle vendite: valutiamo se c’è un effettivo incremento nelle vendite o nelle conversioni dopo l’invio di una determinata campagna email.

Ogni quanto si monitora? Dipende da quante mail mandiamo e quanti flussi di automazione abbiamo attivato. È importante essere costanti, ad esempio:

    • Una volta a settimana monitoriamo i principali KPI (metriche chiave).
    • Una volta al mese verifichiamo i principali KPI in relazione all’andamento del fatturato.
    • Ogni sei mesi o una volta all’anno, raccogliamo i feedback dei clienti.

 

Esempio di automazione per un negozio di cosmetici

Dati grezzi disponibili per ogni cliente

ClienteUltimo acquistoCategoria preferitaOrdini totaliAOV €
A1239 giorni faskincare132
B45627 giorni famake-up441
C789145 giorni faskincare337

 

Segmentazione → cluster operativi

ClusterCriteri logiciPeso attuale database
Nuovi clienti skincareprimo ordine < 30 gg fa e categoria = skincare14 %
Abituali make-up≥ 3 ordini e ultima transazione < 60 gg e categoria = make-up22 %
Clienti inattivinessun acquisto da ≥ 120 gg19 %

 

ClusterFlusso automatizzato (Klaviyo / Mailchimp)Timeline & touchpointObiettivo KPI
Nuovi clienti skincareWelcome + cross-sell

1> Mail di benvenuto personalizzata con minisconto del 10 % (subito)

2> Mail guida “routine in 3 step” con prodotti complementari (+3 gg)

3> Mail UGC con recensioni e reminder sconto (+10 gg)

da “ordine 0” a “secondo ordine” entro 30 ggRate di secondo acquisto ≥ 25 %
Abituali make-upReplenishment + VIP tiering

1> Mail “riordina i tuoi best seller” (+30 gg dall’ultimo acquisto)

2>SMS con lancio colore limited edition (+37 gg)

3> Mail “VIP preview” nuova collezione (+50 gg)

aumentare AOV e frequencyAOV cluster +8 %
Clienti inattiviRe-engagement

1> Mail “Ci manchi” con quiz beauty (+120 gg)

2> Mail sconto 15 % (+127 gg)

3> Mail feedback + opt-down option (+141 gg)

riattivare o pulire listaTasso riapertura ≥ 12 %, disiscrizioni controllate

 

 

Checklist anti-spam 2025

Di seguito trovi la checklist anti-spam 2025 che unisce requisiti tecnici e best practice di content hygiene: usala a cadenza mensile per verificare che dominio, template e database rimangano “sani”.

  • Reputazione dominio: mantieni un punteggio ≥ 90/100 in Google Postmaster Tools e < 0,1 % di spam complaint rate.
  • Allineamento DKIM-SPF: firma DKIM a 1024+ bit e record SPF “‐all” coerente con tutti i server d’invio; DMARC policy “p=quarantine” o “reject”.
  • Dimensione HTML: peso totale (HTML + CSS inline) sotto i 100 KB; evita codice legacy <font> e tag <style> ridondanti.
  • Testo-immagine equilibrato: rapporto minimo 60 % testo / 40 % immagini; usa alt text descrittivi e compressione WebP/PNG sotto i 100 KB ciascuna.
  • Link disiscrizione evidente: pulsante o link “Annulla iscrizione” in alto (header) e di nuovo in fondo, con opt-down preferenze e conferma immediata.
  • IP sending reputation: rimanere sotto 0,3 % di “hard bounce” mensile; warm-up progressivo per IP nuovi con step di +20 % al giorno.
  • Frequency capping: massimo 4 newsletter/mese per segmento ordinario; automatismi transazionali esclusi dal limite.
  • Inbox preview: subject ≤ 50 caratteri, pre-header 35-90 caratteri; evita parole trigger (FREE!!!, CLICK NOW).
  • Link tracking pulito: parametri UTM senza catene di redirect; protocollo HTTPS ovunque.
  • Aggiornamento lista: rimuovi o metti in “sleep” chi non apre da 180 giorni; invia campagna di re-engagement prima del purge.

 

 

Per approfondire l’argomento

L’email marketing è una pratica di comunicazione molto utile per il nostro eCommerce, ma anche complessa da implementare in maniera efficiente, costante e utile.

In questo articolo abbiamo delineato i concetti chiave utili ad avviare un flusso, ma se vuoi approfondire l’argomento, queste sono alcune fonti utili:

Email marketing a colazione, una newsletter giornaliera curata dall’agenzia Palabra, ogni giorno piccoli e brevi tips dal mondo dell’email marketing.

Email Marketing da Zero, un manuale semplice e chiaro per chi vuole apprendere le basi dell’email marketing, scritto da Marianna Caravatta, advertising specialist di Studio Samo, una delle principali agenzie di marketing in Italia.

Email Marketing & Automation, un corso verticale sul funnel dell’email marketing, dalle basi teoriche all’applicazione pratica delle strategie, curato da Luca Mastella, fondatore della piattaforma di formazione Learnn.

 

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