Interviste sul metodo è la rubrica che raccoglie le storie professionali di chi lavora nel marketing digitale e nell’eCommerce, per mostrare il dietro le quinte del lavoro, tra percorsi di crescita, abitudini, strumenti, stimoli e consigli per chi sta iniziando.
In questo appuntamento parliamo con Enrica Campana, digital strategist e advertising specialist. Si occupa di strategie online e campagne di promozione su Google e sui social con un approccio orientato alla performance. Collabora con aziende, eCommerce e agenzie per migliorare la resa delle attività di advertising e supportare i team interni nella gestione dei progetti digitali.
Ciao Enrica, come sei arrivato a lavorare nel digitale, e cosa ti ha spinto a restarci?
Nel 2015 lavoravo come commerciale estero in un’azienda di moda che produce calzature, ma ero scontenta e annoiata. In quegli anni i brand iniziavano a lanciare i propri eCommerce, seguendo il successo di chi con gli store online multi brand iniziava a fare numeri importanti (su tutti, in Italia, Yoox). Mi trovai a osservare la creazione dell’eCommerce aziendale e mi appassionai al tema. Spinta da questo, dalla passione per il web e dalla volontà di cambiare lavoro, mi iscrissi a un corso di specializzazione in Eommerce management allo IED di Firenze, e lì scoprii Google Ads e Facebook Ads (all’epoca non ancora Meta). Quando mi spiegarono il funzionamento delle parole chiave fu subito amore, e ho capito che avrei voluto fare quello di lavoro. Dal 2016 ho iniziato a lavorare in un’agenzia web e ho messo mano ai miei primi account Google e Facebook. Da lì all’apertura della P.IVA nel 2018.
Quello che mi spinge a continuare a lavorare nel digitale è la libertà di poter lavorare ovunque e in qualsiasi orario e di adattare il lavoro alla mia vita, unito alla continua sete di sapere e di crescere che, in un settore così in costante mutazione, non si ferma mai. In pratica è l’unico lavoro dove non mi annoio mai!
Com’è scandita la tua giornata lavorativa, come bilanci il tempo dedicato a task strategici rispetto a quelli operativi?
Al momento molto del mio tempo è dedicato a task strategici, perché per molti progetti seguo solo quella parte. Quindi direi un 70% dedicato a strategia e gestione del cliente e un 30% operatività sugli account.
La mia settimana lavorativa cerca di alternare giornate dove faccio molte call con i clienti o con il team, a giornate dedicate al lavoro operativo dove ho bisogno di silenzio e concentrazione.
Dove lavori di solito, e cosa ti permette di essere più produttivo, ad esempio in ufficio o da casa?
Lavoro da casa la maggior parte del mio tempo e mi rendo conto che riesco a essere pienamente produttiva solo nel mio spazio e con silenzio, senza distrazioni. Preferisco lavorare in massimo focus in questo modo, magari meno ore al giorno, e il resto del tempo dedicarmi ad altro, piuttosto che lavorare in un ambiente di socialità dove mi occorrono più ore per portare a casa le stesse task.
Una cosa che odio sono le telefonate perché spesso rischiano di farmi perdere ore di tempo e di concentrazione, interrompendo il flusso di lavoro. Per questo non rispondo mai se non con rare eccezioni e tutte le chiamate di lavoro sono programmate.
Cosa ti stimola di più nel tuo lavoro?
La varietà, la possibilità di lavorare su progetti diversi e con team diversi, il lavoro di gruppo e la possibilità di imparare ogni giorno dal confronto con altri professionisti.
C’è un’abitudine, una competenza o un’attitudine che cerchi di coltivare ogni giorno?
L’ascolto e la comunicazione sono cose su cui mi fisso spesso, ritengo che saper comunicare sia alla base di qualsiasi relazione e quindi anche di quelle professionali e dedico tanto tempo a questo, sia coi clienti che con il team, per impostare un rapporto di fiducia che renda la collaborazione più semplice e fruttuosa.
Come affronti un calo nei risultati o nei feedback sul tuo lavoro?
Lavorando sulle performance bisogna mettere in conto che ci sono periodi buoni e periodi meno buoni, quindi non si può sperare che vada sempre tutto bene.
Il modo migliore per affrontare il calo dei risultati e cercare di prevederlo, di avvisare il cliente e di spiegargli le motivazioni che spesso includono anche fattori esterni.
Se invece il problema riguarda la qualità del mio lavoro cerco sempre di mettermi in discussione perché è evidente che si possa sempre migliorare e che possano esserci periodi meno produttivi o performanti.
Un errore che ricordi con chiarezza, e che ti ha insegnato qualcosa.
Sicuramente errori di budget e quindi over spending su campagne o account. Questo mi ha insegnato a fare tutto con calma e ricontrollare sempre prima di considerare il lavoro terminato, e che anche quando un’azione la facciamo mille volte al giorno e ci sembra semplice, sbagliare è un attimo.
Che ruolo hanno oggi i social nel tuo lavoro, e come li vivi a livello personale?
A livello personale ammetto di oscillare spesso tra la volontà di usarli e di condividere la mia vita, e quella di togliere tutto e liberarmene. Sono in perenne conflitto perché odio la dipendenza che generano e di cui ovviamente sono vittima pure io. Ovviamente per il lavoro che faccio non posso privarmene e non posso sparire dai social, ma ciclicamente per pochi giorni lo faccio.
A livello professionale sono ovviamente fondamentali sia per networking che per rimanere aggiornata su tutto ciò che succede nel settore.
Quali strumenti AI usi più frequentemente e come ti hanno aiutato a ottimizzare il tuo lavoro?
Al momento uso prevalentemente ChatGPT e Gemini, ma cerco sempre di provarne altri o di cercare lo strumento migliore in base alla necessità.
Sono strumenti preziosissimi che hanno cambiato tantissimo la nostra quotidianità e che mi aiutano quotidianamente a risparmiare tantissimo tempo in attività di analisi, di organizzazione informazioni e di scrittura, e per ricerca.
Ammetto la mia difficoltà a volte sulla parte di scrittura perché sono ancora molto old school e mi piace creare i miei testi da zero, con la presunzione di poter fare di meglio… chissà se cambierò idea!
Un consiglio sincero che daresti a chi vuole lavorare nel digitale, oggi.
Se non sei curios* e non ti nutri ogni giorno di questo, cercando cose, leggendo novità, aggiornandoti, confrontandoti ecc…, non iniziare questo lavoro.
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