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Interviste sul metodo | Paolo Santanicchia

Intervista a Paolo Santanicchia, Meta Ads Specialist e consulente digitale

Interviste sul metodo è la rubrica che raccoglie le storie professionali di chi lavora nel marketing digitale e nell’eCommerce, per mostrare il dietro le quinte del lavoro, tra percorsi di crescita, abitudini, strumenti, stimoli e consigli per chi sta iniziando.

In questo appuntamento parliamo con Paolo Santanicchia, Meta Ads Specialist che, dal 2017, aiuta brand, eCommerce, professionisti e figure pubbliche a creare campagne capaci di crescere in modo profittevole sui mercati internazionali. Nel suo percorso ha gestito oltre 15 milioni di dollari in budget pubblicitari in diversi Paesi, applicando un metodo fondato su ricerca, strategia e analisi del comportamento umano. Nel 2023 ha curato le campagne Meta Ads che hanno contribuito alla vittoria di Elly Schlein alle primarie del Partito Democratico e, negli ultimi anni, è stato speaker a eventi come brightonSEO e WMF, portando casi studio di crescita e sperimentazione nel mondo dell’advertising digitale.

 

Ciao Paolo, come sei arrivato a lavorare nel digitale, e cosa ti ha spinto a restarci?

Ho iniziato quando avevo 13 anni. Guardando l’esempio di Martin Garrix (che ai tempi ne aveva 18, di anni), ho iniziato a produrre musica. Pubblicandola però, mi resi conto che non ricevevo ascolti, perché ero totalmente sconosciuto. Allora ho iniziato a fare marketing per musicisti, attività di consulenza che continuo tuttora a svolgere. In questi 8 anni di lavoro ho affinato le mie competenze tramite corsi online e consulenze con professionisti, soprattutto statunitensi, e advisor di grosse startup.

 

Com’è scandita la tua giornata lavorativa, come bilanci il tempo dedicato a task strategici rispetto a quelli operativi?

La mia è una routine molto classica. Mi sveglio alle 6e30 e inizio a lavorare alle 8. La mattina cerco di compilare report e smarcare task rimaste in sospeso dalla notte precedente, perché lavoro molto con gli USA e può capitare di ricevere materiale pubblicitario o nuove indicazioni nelle ore notturne. Il pomeriggio invece lo dedicao alle call: aggiornamenti, chiamate con potenziali clienti e consulenze. Tra una chiamata e l’altra, di solito, registro video per il mio profilo instagram e canale youtube. Le idee strategiche di solito mi arrivano mentre cucino il pranzo e la cena.

 

Dove lavori di solito, e cosa ti permette di essere più produttivo, ad esempio in ufficio o da casa?

Lavoro il 90% del tempo da casa. Mi ha aiutato tantissimo crearmi il mio set up: sedia ergonomica, tastiera e monitor collegati al pc portatile. Quello che mi permette di essere più produttivo, molto banalmente, è dormire tanto e allenarmi dalle tre alle quattro volte a settimana.

 

Cosa ti stimola di più nel tuo lavoro?

Poter documentare quello che faccio e il progresso delle mie idee. Facendo questa sorta di “accountability” con la mia (piccola) fanbase sui social, sono più stimolato a rispondere a domande che altrimenti non mi farei, testare strategie che non avrei mai osato fare, e vedere quali di queste portano più risultati concreti alle aziende con cui lavoro.

 

C’è un’abitudine, una competenza o un’attitudine che cerchi di coltivare ogni giorno?

Allenarsi e mangiare sano. Sono le due cose (oltre al sonno, che però non si “coltiva”) che mi contribuiscono di più all’energia e concentrazione che ho sul lavoro.
Mi stimola andare in palestra e sollevare un carico in più sull’esercizio della settimana prima, e mi stimola trovare sempre nuove ricette per mantenere lo stile di vita che voglio. Non so se vale come abitudine, ma un giorno a settimana io e la mia compagna lo dedichiamo allo stare al 100% insieme, senza telefoni e facendo un’attività sempre diversa: trekking, passeggiate, visitare un posto particolare. Lavorando entrambi da casa abbiamo trovato questo equilibrio che ci dà sempre molta carica nei giorni successivi e precedenti.

 

Come affronti un calo nei risultati o nei feedback sul tuo lavoro?

Di solito li affronto come un’opportunità per testare qualcosa di nuovo. Se tanto già stiamo andando “peggio” rispetto al periodo precedente, tanto vale implementare qualcosa di totalmente nuovo, no? In ogni caso, per fortuna, grossa parte dei risultati portati dalla mia attività sono “esterne” a me.  Se creo la pubblicità migliore per la tua agenzia di viaggi ma c’è stato un bug nel tuo sito, difficilmente quella pubblicità esprimerà il suo massimo potenziale. Oppure (come è successo davvero con un mio cliente), se stiamo andando bene ma devi analizzare i risultati avuti a marzo 2020, che riscontro ci sarà?

 

Un errore che ricordi con chiarezza, e che ti ha insegnato qualcosa.

Nel 2021 stavo lavorando per un’agenzia pubblicitaria che faceva eCommerce. Ero l’addetto alle pubblicità su Meta e stavamo discutendo dell’andamento dei risultati di una specifica azienda, che lamentava performance “sempre peggiori”. Vedevamo un calo del CTR, aumento di CPM e CPC. L’agenzia, non molto esperta di metriche e analisi ai tempi, mi chiese spiegazioni e azioni per rimediare. Ho cercato allora di lavorare di più a livello creativo, per aumentare la probabilità che gli utenti cliccassero, condividessero. Così facendo, però, migliorai le metriche ma le vendite calarono, mentre nello stesso periodo in cui le metriche stavano peggiorando le vendite stavano crescendo. Non sono stato bravo a tenere il “pugno di ferro” e far rendere conto al cliente che, anche se le metriche peggioravano, le vendite aumentavano. Morale della favola: il cliente ha lasciato l’agenzia. Da quel momento, per assicurarmi di non dimenticarlo mai, ho registrato il marchio “Less Clicks, More Sales ®”, sostanzialmente un monito per me e per tutti nell’ambito della pubblicità online: dobbiamo focalizzarci meno sulle metriche di poca importanza (click/CPM ) e più sulle vendite, poiché non sono sempre correlate.

 

Che ruolo hanno oggi i social nel tuo lavoro, e come li vivi a livello personale?

I social mi hanno letteralmente cambiato la vita. A livello professionale, da quando ho iniziato a pubblicare video, ho ottenuto risultati che mai avrei pensato di raggiungere, sia in termini economici che di stimolo nei progetti con cui collaboro e che ho trovato tramite piattaforma. A livello personale, invece, non sono il massimo esempio per il tempo di utilizzo. Ma sto cercando di migliorare.

 

Quali strumenti AI usi più frequentemente e come ti hanno aiutato a ottimizzare il tuo lavoro?

Nessuno! Ahah.

 

Un consiglio sincero che daresti a chi vuole lavorare nel digitale, oggi.

I consigli che dò sono sempre 2, che sono gli stessi che mi hanno portato a lavorare full-time nel digitale: essere curiosi e fare network.

Essere curioso mi ha permesso di scoprire il mondo del djing a 13 anni, della produzione musicale a 14, e del marketing a 15. Mi ha anche permesso di approfondire temi di cui non trovavo informazioni facilmente e di impostare un metodo di lavoro per cui ora sono riconosciuto nella mia (piccola) nicchia. E in ultimo, ha alimentato il punto due: fare network. Scrivere a persone su LinkedIn, su Instagram, per email o tramite i video su YouTube.

Andate a eventi, anche da soli. Chiedete alle persone con cui siete collegati di incontrarsi dal vivo per conoscersi. Sono tutte piccole azioni che, oltre ad avermi aiutato molto nel lavoro, mi hanno fatto conoscere persone straordinarie con cui ho sviluppato anche rapporti di amicizia. 

Al di là del lavoro, questi due elementi sono quelli che mi fanno amare la vita, le persone, e trovare il “perché” in quello che faccio.

Sono gli stessi consigli che tutt’ora ripeto anche a me stesso, ogni giorno.

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