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Lifelong learning. I percorsi di formazione continua

Facciamo chiarezza sulle tipologie di enti formativi disponibili, sui percorsi di formazione che possiamo scegliere, e con quali criteri valutare la qualità di un corso

  • Il Lifelong Learning, o apprendimento continuo, è un’attività attraverso cui una persona si forma, sia personalmente che professionalmente, al di fuori del percorso scolastico.
  • L’apprendimento continuo può essere svolto attraverso percorsi formativi formali (scuole e università), non formali (enti privati) e liberi (portali web).
  • Ognuno di questi percorsi offre diverse tipologie di corsi: master, executive master, MBA, corsi di alta formazione e aggiornamento, corsi professionalizzanti, corsi semplici, webinar.
  • Ognuno di questi corsi offre sbocchi e opportunità vari, richiede prerequisiti di partecipazione propri, e ha tempi di completamento, modalità di partecipazione e costi molto differenti.
  • Sapersi orientare nel vasto panorama dell’offerta formativa è dunque fondamentale per seguire un percorso si apprendimento soddisfacente e proficuo.
  • In questo articolo analizziamo le diverse possibilità che il mondo dell’apprendimento continuo offre.

Negli ultimi anni il mercato del lavoro ha subito profondi cambiamenti. Il “posto fisso” e la carriera a sviluppo verticale, sono stati sostituiti da un percorso lavorativo orizzontale e flessibile, che spinge i lavoratori a una costante messa in discussione delle proprie competenze e dei propri obiettivi professionali.

I più ottimisti vedono questo cambiamento come un’opportunità di crescita e continuo perfezionamento individuale e professionale. Di contro però, una carriera liquida e instabile può essere molto stressante, perché obbliga le persone a potenziare la propria resilienza alla precarietà.

Volenti o nolenti dunque, lo sviluppo di una carriera lavorativa oggi non può prescindere da 2 fattori:

  • Potenziare le proprie soft skills.
  • Intraprendere percorsi di lifelong learning.

 

Lifelong learning: cosa è

L’apprendimento continuo è un processo educativo che risponde a 2 esigenze:

  • In ambito personale, ci aiuta ad accrescere la nostra cultura e ad ampliare conoscenze ed orizzonti, rendendoci persone più complete, sicure e soddisfatte.
  • In ambito professionale, ci aiuta ad accrescere le nostre competenze e a rimanere aggiornati sugli sviluppi del nostro settore, rendendoci professionisti capaci di rispondere puntualmente alle evoluzioni del mercato in cui operiamo.

Che lo si faccia per sé stessi o per esigenze professionali, per intraprendere un percorso di lifelong learning è fondamentale scegliere ciò che meglio risponde alle nostre esigenze e aspettative.

In Italia esistono numerose scuole, istituti, enti, organi e portali che erogano corsi formativi nei più disparati ambiti e nelle più disparate forme. C’è, come si dice, l’imbarazzo della scelta.

Ma dato che un percorso formativo è un investimento in termini di tempo e denaro, il timore di sprecare un’opportunità è spesso concreto.

Per questo motivo, con questa guida, vogliamo provare a fare chiarezza sulle diverse tipologie di organi formativi esistenti, e sulle varie tipologie di corsi che erogano, così da aiutarti a scegliere quello più adatto a te. Non entreremo nello specifico dei contenuti dei singoli corsi (per quello abbiamo una sezione dedicata del sito), ma sulla struttura dei percorsi formativi.

 

Lifelong learning: le scuole

Possiamo inquadrare gli organi formativi italiani in tre macro aree:

  • Formale
  • Non formale
  • Libero

Formale

L’educazione formale, garantita e accessibile a tutti, è quella fornita dagli enti statali o parastatali. È divisa per gradi, con un percorso di studio che si conclude con l’ottenimento di un certificato legalmente riconosciuto (diploma o laurea) che attesta competenze più o meno specifiche in un dato campo di studio.

Questa formazione, sintetizzando, è gestita da scuole, università e centri di formazione professionale, che possono essere:

  • Statali: detti anche “pubblici”, sono quelli gestiti e disciplinati direttamente dal Ministero dell’istruzione o dagli organi scolastici regionali.
  • Non statali: detti anche “privati”, sono quelli a gestione autonoma ma disciplinati comunque dal Ministero dell’istruzione o dagli organi scolastici regionali, affinché possano rilasciare percorsi di studio e titoli formali equiparabili a Statali.

Per comprendere meglio, a questo link è possibile vedere l’elenco delle università italiane non statali riconosciute dal MIUR. Se un’università o un istituto non è riconosciuto dal MIUR, non può fornire titoli di studio aventi valore legale (diploma > laurea).

Non formale

In questa categoria ricadono tutti quegli organi di natura privata, come istituti, fondazioni, associazioni, aziende e ordini professionali, che erogano servizi di formazione indirizzati a giovani e adulti, al di fuori del sistema scolastico formale, con l’obiettivo di:

  • Fornire percorsi formativi più flessibili rispetto ai tradizionali percorsi scolastici;
  • Proporre modelli di apprendimento alternativi ai tradizionali metodi scolastici;
  • Formare specifiche figure professionali non ancora incluse nei canonici percorsi scolastici.

Questo tipo di organi non rilasciano titoli equiparabili (a livello legale) a quelli rilasciati da scuole e università. Tuttavia, i loro percorsi hanno 2 principali vantaggi:

  • Rispondono (quasi) esclusivamente a esigenze di mercato, perciò forniscono una preparazione molto specifica e al passo coi tempi;
  • Sono realizzati da (o in collaborazione con) aziende e professionisti, permettendo a chi li segue di accedere a un network professionale che la scuola pubblica non fornisce.

Bisogna sempre tenere conto che la proposta formativa “non formale” è legata alle leggi della domanda e dell’offerta. I vantaggi dunque, rispetto a una formazione “formale”, sono proporzionali al prestigio e alla professionalità dell’organo scelto, anche se spesso è complesso stabilirlo. Capita infatti che questi corsi vengano “venduti” attraverso promesse di formazione o placement molto allettanti, ma non sempre riflesso delle reali esigenze e possibilità del mercato del lavoro scelto.

Libero

In questa categoria ricadono tutti quegli organi che mettono a disposizione risorse a cui una persona può attingere per costruire un proprio percorso di studio e apprendimento non pianificato o regolato da un ente terzo, come ad esempio i portali Edu-Tech.

Per sintesi, inseriamo in quest’ambito tutti i portali web che forniscono corsi sui più disparati argomenti, che l’utente può seguire e consultare per rimanere aggiornato o formarsi su una specifica area tematica, così da arricchire il proprio curriculum o i propri interessi.

I vantaggi di questi canali sono:

  • Costi di accesso bassi, se non quando gratuiti;
  • Libertà di scelta nei metodi, nell’intensità e nella durata della formazione.

 

Lifelong learning: i corsi

Chiariti quelli che sono gli organi formativi, vediamo quelli che sono i percorsi di studio proposti, così da capire che tipologia di corso è più adatto alle proprie esigenze e alle proprie competenze.

Escludendo i tradizionali percorsi scolastici che portano al diploma e alla laurea, i percorsi formativi più diffusi per l’apprendimento continuo sono:

  • Master
  • Executive Master
  • Corsi di alta formazione
  • MBA
  • Corsi di formazione professionale
  • Corsi semplici
  • Webinar

Master

In Italia, col termine master, ci si riferisce esclusivamente a un titolo accademico di alta formazione a cui si può accedere solo dopo il conseguimento della laurea. Il termine però crea confusione, perché spesso è usato impropriamente per indicare corsi di durata (e finalità) simili all’equivalente universitario: 1 anno, tra lezioni teoriche e stage di accesso al mondo del lavoro.

Le differenze tra un master “formale” e un master “non formale” sono due:

  • Accesso: ai master universitari si accede solo dopo aver conseguito la laurea (triennale o magistrale); ai master “non formali” si accede secondo le disposizione scelte dall’istituto erogatore (quindi anche senza laurea).
  • Titolo: il master universitario è un titolo accademico legalmente riconosciuto, mentre i titoli rilasciati dagli enti “non formali” non hanno valore legale.

Queste due differenze ovviamente non influiscono sulla qualità del percorso scelto e sulle possibilità che offre per accedere attivamente al mondo del lavoro. Un master “non formale” può essere qualitativamente migliore di uno “formale”, e spesso capita che sia così.

Executive Master

Gli Executive Master sono percorsi di studio di alta formazione indirizzati a:

  • Imprenditori, manager e professionisti;
  • Neolaureati inseriti, almeno parzialmente, nel mondo del lavoro.

Obiettivo degli executive master non è fornire una formazione professionalizzante, ma accrescere, potenziare, aggiornare o certificare le competenze professionali per svolgere al meglio il proprio lavoro.

I master executive possono essere erogati sia da istituti “formali” che “non formali”. Si applicano quindi le stesse differenze dei master tradizionali per la validità legale del titolo ottenuto.

Corsi di alta formazione, perfezionamento e aggiornamento professionale

I corsi di alta formazione, perfezionamento e aggiornamento professionale, sono percorsi che permettono lo sviluppo di nuove o specifiche competenze utili alla crescita professionale nel proprio settore di competenza. Sono generalmente rivolti a:

  • Professionisti già inserite nel mondo del lavoro;
  • Disoccupati che hanno sviluppato un percorso professionale di rilievo e vogliono ricollocarsi;
  • Neolaureati che vogliono acquisire competenze specifiche spendibili nel mondo del lavoro.

Come gli executive master, i corsi di alta formazione possono essere erogati sia da università che da istituti privati specializzati in questo tipo di formazione.

Attenzione: nel caso siano erogati da università, i corsi di alta formazione non forniscono un titolo accademico, ma rilasciano comunque dei CFU spendibili all’interno di altri percorsi universitari.

MBA

Gli MBA, ovvero Master of Business Administration, sono percorsi formativi in economia e direzione aziendale, indirizzati a persone che vogliono assumere ruoli di responsabilità all’interno di organizzazioni pubbliche o aziende private, passando da ruoli funzionali a ruoli dirigenziali e gestionali. Generalmente, per accedere a un MBA, è necessario:

  • Essere in possesso almeno di una laurea triennale.
  • Avere 3 o più anni di esperienza lavorativa.
  • Conoscere la lingua inglese.
  • Superare l’iter di selezione proposto dalla scuola.

Gli MBA, in Italia, vengono erogati dalle Business School, le quali possono essere istituti o fondazioni private, o parte di università statali o non statali. Si applicano quindi le stesse differenze dei master tradizionali per la validità legale del titolo.

Corsi di formazione professionale

I corsi di formazione professionale sono percorsi di studio che rilasciano una qualifica che permette di accedere direttamente al mercato del lavoro. Sono erogati tanto da istituti privati, quanto da enti pubblici di competenza statale, regionale o provinciale, e sono generalmente indirizzati a:

  • Giovani che vogliono iniziare a lavorare, senza seguire il canonico percorso che porta al diploma o alla laurea;
  • Disoccupati che vogliono ricollocarsi dopo aver perso il lavoro, integrando la loro esperienza con nuove e più specifiche competenze;
  • Lavoratori che vogliono specializzarsi o acquisire nuove competenze per adeguare il proprio CV alle richieste del mercato.

Questo tipo di percorso punta a formare lavoratori in settori pratici e funzionali (socio-sanitario, contabile, logistico, digitale, etc.), e risponde a determinati fabbisogni di aziende e mercato a livello regionale o nazionale.

Corsi semplici

In questa categoria rientrano tutti i percorsi didattici di durata variabile (da poche ore a qualche mese), che forniscono nozioni teoriche e pratiche in merito a un campo di studio professionale o ricreativo. Sono molto diffusi in ambito digitale e umanistico, e generalmente insegnano a sviluppare e/o potenziare:

  • Hard skills, come, ad esempio, imparare a utilizzare un software o apprendere una nuova lingua.
  • Soft skills, come, ad esempio, imparare a parlare in pubblico o scrivere testi commerciali.

Questo tipo di corsi viene erogato da istituti privati, da singoli professionisti o da portali di formazione online, e sono indirizzati a chiunque abbia potenzialmente interesse verso la materia, sia a fini professionali che personali o ricreativi. A termine, rilasciano attestati di partecipazione privi di valore legale, ma utili ad arricchire il proprio CV.

Webinar

Il webinar è, letteralmente, un seminario online, cioè un incontro dal carattere divulgativo, che permettere a uno o più relatori competenti in un determinato tema/ambito, di discutere o presentare le proprie conoscenze davanti a un pubblico di uditori. I webinar si sono diffusi parecchio durante la recente pandemia da COVID-19.

In ambito formativo sono spesso usati a fini promozionali, cioè come percorsi introduttivi a corsi più strutturati e specifici. Tuttavia, vengono anche usati come spazi paralleli a un determinato percorso di studio, in cui approfondire o espandere le tematiche del programma didattico.

Data la loro natura divulgativa e promozionale, i webinar di solito sono gratuiti.

 

Lifelong learning: 7 aspetti per valutare la qualità di un corso

Fatto chiarezza tra organi formativi e tipologie di corsi disponibili, resta da capire come valutare la qualità del corso che abbiamo scelto di seguire.

Rifacendoci a quanto già proposta da ASFOR, l’Associazione Italiana per la Formazione Manageriale (che certifica la qualità dei master), possiamo indicare 7 aspetti che vanno tenuti in considerazione quando scegliamo un percorso formativo.

Vediamoli:

  • Edizioni: se un corso ha alle spalle un buon numero di edizioni, può essere un indicatore della soddisfazione di chi lo ha scelto;
  • Rapporto con il territorio: un ente capace di stringere rapporti solidi con le realtà lavorative territoriali, ha più possibilità di fornire corsi realmente utili per chi li frequenta;
  • Selezione: se un corso non seleziona i suoi studenti, può voler dire 2 cose: è un corso molto basico; l’ente erogatore ha necessità di fare cassa;
  • Didattica: più sono chiari i contenuti, gli obiettivi, le metodologie e le finalità del corso, più alto è l’indice di serietà dell’ente erogatore;
  • Docenti: la qualità del corpo docente si valuta dal turnover. Se i docenti cambiano poco, vuol dire che lavorano bene. Essere un ottimo “professionista” infatti, non significa essere un ottimo docente, perché la docenza è, di per sé, una professione;
  • Costo: come per i docenti, un costo elevato non è sinonimo di qualità del corso. Il costo in genere è commisurato al prestigio della scuola o ai servizi offerti, ma raramente indica la qualità di ciò che viene insegnato;
  • Stage, tutoraggio e placement: valgono principalmente per i corsi con finalità d’inserimento lavorativo. Capire in che misura sono forniti questi servizi, e se realmente rispondono ai dati forniti in fase promozionale, aiuta a capire la qualità effettiva del percorso scelto.

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